Terza serata DNA: i nove esemplari umani del progetto Age

Il CollettivO CineticO della coreografa Francesca Pennini è formato da sei ragazzi e tre ragazze, nove anime di età compresa tra i 16 e i 19 anni. A loro è affidata l’ultima delle tre serate che il Romaeuropa Festival  ha dedicato alla Danza Nazionale Autoriale, che, nel suo acronimo D.N.A., suggerisce l’idea di un codice base di informazioni, dal quale, attraverso sensibilità e capacità di improvvisazione, hanno origine nuovi percorsi di definizione e rappresentazione del sé scenico.

Le regole del gioco a cui i protagonisti sul palco accettano di sottoporsi prevedono rapidità di pensiero e sfacciata auto-consapevolezza: all’apparire improvviso di una serie di classificazioni proiettate da luce accecante su parete nera, i performer-kamikaze guadagnano il centro esplicitando, chiamata dopo chiamata, la propria presenza sul palco nudo, allestito all’interno degli spazi dell’Opificio Telecom Italia. Si inizia da definizioni innocue quali “soggetto timido” e “persona stonata” per passare, poco a poco, a definizioni più personali – “persona che vuole avere figli”, “soggetto che pratica la masturbazione” – tanto che è possibile tracciare, attraverso la risposte e cogliendo le non-risposte, i profili esistenziali in divenire di questi uomini e donne sì giovanissimi, ma già protagonisti sul palcoscenico della vita. Una manifestazione/negazione, come si intuisce da uno dei ritratti delineati: è felice, atea, di sinistra, non vuole un figlio, non è puntuale, si masturba, ha un carattere dominatore, è stonata, non ha mai lavorato.

Il gioco riesce e l’operazione si affranca presto dal noioso prologo in cui viene organizzato il ring scenografico; nell’innegabile empatia che suscitano i protagonisti di questo CollettivO risiede l’elemento più interessante di uno spettacolo a cui possono essere perdonati alcuni passaggi facilmente provocatori (un bacio a comando tra due degli attori). A poco serve il tentativo di essere corpo neutro, dal volto ostentatamente inespressivo: per fortuna l’anima c’è, ed è meravigliosamente evidente – e consapevole – in ciascuno dei suoi giovani interpreti.

Marco Moraschinelli

 

 

 

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Informazioni su Alice Gussoni

Mi piacciono le storie, le simmetrie e l'orizzonte degli eventi. Odio la parola hobby, le persone ipocrite e quelle che hanno paura di tutto ciò che non conoscono.

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