Wainting for DNA: Alessandro Sciarroni si racconta

Con Joseph ci ha portato nella solitudine del web, mescolando tecnologia, danza, suono e video. Con Your girl ci ha raccontato l’incontro di due corpi e un intenso, pulsante, desiderio. Con Folk-s will you still love me tomorrow? in scena al Palladium sabato 19 ottobre nell’ambito della 27° edizione di Romaeuropa, Alessandro Sciarroni si confronta con la tradizione, quella dello Schuhplattler, danza folklorica bavarese e tirolese. Un lavoro sul tempo, che può essere solo presente, sul ritmo e l’energia dei sei danzatori in scena, come ci racconta, in conclusione dell’ultimo incontro Waiting for DNA all’Opificio, il coreografo e performer marchigiano.

“Dopo Joseph volevo liberarmi della tecnologia, della videocamera, e inoltrarmi nella tradizione e in un lavoro di gruppo. Sono partito dall’indagine sul movimento, quello dei balli tradizionali, come altre volte ho basato la ricerca sul desiderio, nel caso di Your girl, o la riflessione su due corpi gemelli, Lucky Star, o ancora ho sperimentato la solitudine con Joseph, e non avrei mai pensato che quest’ultimo lavoro potesse essere divertente, non trovavo niente di comico nell’immagine di un uomo solo davanti al computer. Con questo non voglio dire che non mi faccia piacere scoprire le reazioni degli spettatori, spesso ne sono stupito”.

Durante l’incontro ha parlato dei luoghi differenti in cui ha portato in scena Folk-s, aperti e chiusi, e della diversità del pubblico, a volte partecipe, appassionato, altre volte disinteressato. La durata dello spettacolo dipende da questo?

“È chiaro che la danza va avanti finché c’è un interprete sul palco e uno spettatore in sala. Ma non vuole essere una sfida, è una questione di visione. Voglio che il pubblico sia partecipe e responsabile”.

Qualche anticipazione sui nuovi progetti?

“Vorrei indagare la giocoleria, mi interessa il lancio in aria degli oggetti, e vorrei spogliare questa pratica performativa dai cliché. E poi lo sport, non so ancora quale. Ho appena concluso un laboratorio a Bologna che comprendeva anche un allenamento di basket”.

In attesa di Folk-s un assaggio dello Schuhplattler:

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