Il corpo in mutazione: trent’anni di carriera e tre coreografie per Bill T. Jones

Trent’anni di carriera celebrati in tre pezzi, tre coreografie, tre storie, tre differenti rappresentazioni che raccontano, sul palco dell’Auditorium Conciliazione di Roma, l’anima e le idee di Bill T. Jones: danzatore, artista, mente creativa che struttura le coreografie a cui i nove ballerini della Bill T. Jones\Arnie Zane Dance Company danno respiro, corpo, vita.

È una sorta di tableau vivant a scorrimento continuo la prima drammaturgia in danza offerta agli sguardi del pubblico del Romaeuropa Festival 2012: nel pezzo Spent Days Out Yonder 2000 gli artisti in scena danzano volgendo le spalle al pubblico, a sottolineare il gesto atletico – nervoso ma al contempo fluido – che ha origine dalle schiene dei ballerini. I geometrici movimenti delle braccia caratterizzano una coreografia tutta giocata sull’intercambiabilità degli elementi che attraversano, correndo, lo spazio scenico: il corpo di ballo muta continuamente i suoi elementi in un gioco di continui interscambi tra corpi differenti, che, pur nella loro diversità (di sesso, di statura, di colore della pelle), compongono un insieme che riesce a definirsi proprio grazie alla sua incessante mutazione.    

Alla velocità del primo pezzo si contrappongono i movimenti più lenti di Continuos Replay, una vera e propria ricerca coreografica che interpreta un’animalesca marcia di gruppo in cui, attraverso la reiterazione continua dei gesti, ben si coglie tutto il senso della fatica che, metaforicamente e letterariamente, trasuda dalle membra, nude e sfinite, dei performer in scena. È un percorso al contrario – dalla feralità senza veli con cui si apre il movimento, alla ritrovata compostezza che chiude l’atto scenico – contestato da un urlo finale liberatorio e, ancora una volta, brutalmente primitivo.

A chiudere la serata è il movimento in due tempi D-Man in the waters, danzato sulle note dell’ottetto per archi op. 20 di Felix Mendelssohn ed eseguito dal vivo dai musicisti della Roma Tre Orchestra. In quello che è ormai diventato un classico del repertorio della compagnia, ciascun ballerino ha occasione di mostrare, in diversi momenti, il meglio del proprio repertorio. Un elaborato componimento visuale che attraverso sollevamenti, tuffi e ampie scivolate, lascia trapelare la maestria coreografica e la fantasia del gioco registico orchestrato dal grande Bill T. Jones.

Marco Moraschinelli

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Informazioni su Alice Gussoni

Mi piacciono le storie, le simmetrie e l'orizzonte degli eventi. Odio la parola hobby, le persone ipocrite e quelle che hanno paura di tutto ciò che non conoscono.

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