Dalla cucina di Sasha Waltz alla giungla di Civica, i nuovi appuntamenti di Romaeuropa

Una grande interprete della danza contemporanea. Un talentuoso regista italiano. Un’icona della coreografia mondiale. Sono i protagonisti dei prossimi appuntamenti del Romaeuropa Festival. Salirà sul palco dell’Eliseo mercoledì 10 e giovedì 11 Sasha Waltz, con Travelogue I-Twenty to eight, prima parte di una trilogia ambientata in un interno domestico. Luogo dell’incontro, dell’amore, della solitudine, è una cucina, “specchio di rituali, abitudini e comportamenti” per dirla con le parole della coreografa tedesca, che sarà in scena insieme a Nasser Martin-Gousset, Ákos Hargitay/ Thomas Lehmen, Charlotte Zerbey e Takako Suzuki, creatori  e interpreti della pièce.

Una prima nazionale per Soprattutto l’anguria, al Teatro Argentina il 13 e il 14 ottobre. Scritto da Armando Pirozzi e interpretato da Diego Sepe e Luca Zacchini, lo spettacolo è diretto da Massimiliano Civica, regista reatino già al Romaeuropa nel 2010 con Un sogno nella notte dell’estate (in coproduzione con lo Stabile dell’Umbria). Una pièce che mescola crisi religiose, irreversibili trance, silenzi e parole, ricordi e buchi neri. Si muovono tra lussuosi igloo e foreste domestiche i due attori, alle prese con una storia che rimandando a un universo surreale diviene specchio del presente.

Festeggia trent’anni di attività la Bill T. Jones/Arnie Zane Dance Company, che propone al pubblico romano tre serate e quattro coreografie. Il 12 e il 13 ottobre l’Auditorium Conciliazione ospita 30th Anniversary Program,  un viaggio attraverso l’opera di Jones, che nell’arco della sua carriera ha affrontato temi politici e sociali, raccontato l’amore e la sessualità, rappresentato la violenza e la libertà. Si va da un classico della modern dance, D-Man in the Waters, a una meditazione astratta sull’Andante del Quartetto per archi k 590 di Wolfgang Amadeus Mozart, Spent Days out Yonder, a Continuous Replay, coreografia ideata da Arnie Zane nel 1978 e ricreata dal maestro statunitense. Il breve viaggio nella danza di Jones si conclude il 14 ottobre all’Eliseo, con Story/Time, ultima fatica del coreografo americano, mélange di musica, teatro e danza ispirato a Indeterminacy di John Cage. Settante storie autobiografiche, scelte casualmente prima di ogni rappresentazione, lette da Jones e interpretate dai danzatori della compagnia. Uno spettacolo che si nutre di contaminazioni, di musiche in perenne mutamento, di parole sempre diverse, di continue improvvisazioni, di racconti incalzanti o ironici, freddi o seducenti.

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