DESH: AKRAM KHAN APRE IL ROMAEUROPA FESTIVAL

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Oriente e occidente si incontrano in “Desh”, in prima nazionale al Teatro Argentina il 26, 27 e 28 settembre, in apertura della 27° edizione del Romaeuropa Festival. “Un’amicizia e una complicità artistica quella con Akram Khan nata nel 2000 – tiene a sottolineare Fabrizio Grifasi, direttore della Fondazione Romaeuropa – e poi consolidatasi in un rapporto continuo con un danzatore che non dimentica la cultura bangladese ma è figlio del nostro tempo”. Uno spettacolo intimo, personale, autobiografico, che oscilla tra il passato e il presente, alterna movenze occidentali e Khatak, la lezione del classico e originali sintesi contemporanee, dialoga con l’Inghilterra, luogo in cui è nato e vive Akram Khan, e il Bangladesh, la patria, il paese delle origini. “In Desh affronto la relazione tra generazioni diverse – dice l’artista britannico – cerco di comprendere il rapporto che ho con mio padre, adesso che anch’io sto per avere un figlio”. Un monologo danzato che alterna un tempo occidentale, maschile, e uno orientale, di natura ciclica, femminile, come spiega il danzatore, solo in scena ma circondato da oltre cento artisti che hanno collaborato alla realizzazione del nuovo spettacolo, dalla poetessa Karthika Nair al visual designer Tim Yip a Jocelyn Pook, ideatore della coinvolgente colonna sonora.

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Desh è un viaggio geografico alla ricerca delle proprie radici, culturali, popolari, e un percorso interiore, alla scoperta della propria identità. Akram Khan, che si è raccontato con trasporto già in conferenza stampa, parlerà del suo percorso e dell’ultima opera, definita capolavoro dalla stampa inglese, nell’ambito della rassegna “Metamondi”, realizzata in collaborazione con Telecom Italia. A partire dal 26 settembre, infatti, contenuti speciali saranno disponibili in streaming su telecomitalia.com e prenderà il via una live chat, condotta da Annalea Antolini, per riflettere in tempo reale sullo spettacolo. Rai Radio3, inoltre, offrirà uno sguardo critico sul festival, per dialogare con il pubblico e riflettere su differenti forme espressive.

Rossella Porcheddu

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